Indicatori ambientali della CPR: elenco completo, tempistiche e conformità
In sintesi
Quali indicatori richiede la CPR? 19 indicatori ambientali basati sull'allegato II del CPR identici a quelli richiesti dalla norma EN15804+A2.
Quando diventano obbligatori? In tre fasi: GWP a partire da gennaio 2026, indicatori principali a partire da gennaio 2030 e tutti gli indicatori a partire da gennaio 2032.
Come possono prepararsi i produttori? Costruendo un processo automatizzato per la creazione di EPD verificate basato sulla norma EN 15804+A2 e sui relativi PCR/CPCR, coprendo tutti i 19 indicatori sin dal primo giorno.
Quali indicatori ambientali diventano obbligatori con il nuovo CPR?
Con il nuovo Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR, Regolamento UE 2024/3110), i produttori dovranno dichiarare non solo le prestazioni tecniche, ma anche i dati ambientali del prodotto per ottenere la marcatura CE. Questi dati ambientali diventano parte integrante della nuova Dichiarazione di Prestazione e Conformità (DoPC), che confluirà direttamente nel Passaporto Digitale di Prodotto (DPP).
Ma quali dati devono essere dichiarati esattamente, e quando diventa obbligatorio? Il CPR definisce un insieme specifico di 19 indicatori ambientali nell'Allegato II, identici agli indicatori della norma EN 15804+A2, che saranno introdotti gradualmente in tre fasi tra il 2026 e il 2032. Questo articolo presenta l'elenco completo, illustra la tabella di marcia e spiega come prepararsi alla conformità.
Per i produttori italiani, la rilevanza è immediata: i CAM (Criteri Ambientali Minimi), obbligatori in tutti gli appalti pubblici dal decreto del 24 novembre 2025, richiedono già EPD conformi a EN 15804+A2. Chi ha già avviato questo percorso è in una posizione di vantaggio per soddisfare anche le scadenze CPR.
1. Gli indicatori ambientali previsti dal CPR
Il CPR elenca 19 indicatori ambientali nell'Allegato II, identificati con le lettere da (a) a (s). Questi indicatori sono identici a quelli definiti dalla norma EN 15804+A2, lo standard europeo per le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) nel settore delle costruzioni. Tutti dovranno essere dichiarati dai produttori nella DoPC.
Elenco completo degli indicatori ambientali
Di seguito l'elenco completo degli indicatori ambientali indicati nell'Allegato II del CPR, con sigla e unità di misura:
CPR Letter
Indicator
Abbreviation
Unit
(a)
Climate change effects – total
GWP-total
kg CO₂ eq.
(b)
Climate change effects – fossil fuels
GWP-fossil
kg CO₂ eq.
(c)
Climate change effects – biogenic
GWP-biogenic
kg CO₂ eq.
(d)
Climate change effects – land use and land use change
GWP-luluc
kg CO₂ eq.
(e)
Ozone depletion
ODP
kg CFC-11 eq.
(f)
Acidification potential
AP
mol H⁺ eq.
(g)
Eutrophication aquatic freshwater
EP-freshwater
kg P eq.
(h)
Eutrophication aquatic marine
EP-marine
kg N eq.
(i)
Eutrophication terrestrial
EP-terrestrial
mol N eq.
(j)
Photochemical ozone
POCP
kg NMVOC eq.
(k)
Abiotic depletion – minerals, metals
ADPE
kg Sb eq.
(l)
Abiotic depletion – fossil fuels
ADPF
MJ, net calorific value
(m)
Water use
WDP
m³ world eq. deprived
(n)
Particulate matter
PM
disease incidence
(o)
Ionising radiation, human health
IRP
kBq U-235 eq.
(p)
Eco-toxicity, freshwater
ETP-fw
CTUe
(q)
Human toxicity, cancer
HTP-c
CTUh
(r)
Human toxicity, non-cancer
HTP-nc
CTUh
(s)
Land use related impacts
SQP
dimensionless (pt)
Gli indicatori già inclusi in una EPD
Chi dispone già di una EPD calcolata secondo EN 15804+A2 si trova in una posizione privilegiata: include già tutti e 19 gli indicatori richiesti dal CPR.
Vale la pena sottolineare che, nell'attuale panorama delle EPD, gli indicatori possono essere calcolati in modo leggermente diverso a seconda delle Regole di Categoria di Prodotto (PCR) dei diversi Program Operator (ad esempio EPD Global, EPD International o IBU). Gli standard armonizzati previsti dal CPR unificheranno questo aspetto, con l'obiettivo di rendere i dati ambientali nelle DoPC comparabili tra prodotti e mercati. Questo semplificherà notevolmente la gestione di più mercati UE da parte dei produttori.
2. Tabella di marcia: quando gli indicatori diventano obbligatori
Il CPR non richiede tutti e 19 gli indicatori in una sola volta. Il regolamento definisce tre fasi, in ognuna delle quali un maggior numero di indicatori diventa obbligatorio in tutti gli Stati membri UE. I singoli Stati possono anticipare alcune scadenze: è il caso dell'Italia, dove i CAM già richiedono EPD complete negli appalti pubblici.
Le tre fasi degli indicatori obbligatori
Fase 1 : GWP obbligatori dall'8 gennaio 2026
Gli indicatori da (a) a (d), ossia i quattro indicatori del Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP), devono essere dichiarati nella DoPC. Si tratta del primo set di indicatori ambientali mai richiesto per ottenere la marcatura CE.
Fase 2: Indicatori principali obbligatori dal 9 gennaio 2030
Gli indicatori da (e) a (m) diventano obbligatori, estendendo l'ambito a riduzione dello strato di ozono, acidificazione, eutrofizzazione, formazione di ozono fotochimico, esaurimento delle risorse abiotiche e privazione idrica. Insieme alla Fase 1, il totale degli indicatori obbligatori sale a 13.
Fase 3: Tutti gli indicatori obbligatori dal 9 gennaio 2032
Gli indicatori da (n) a (s) diventano obbligatori, aggiungendo particolato, radiazioni ionizzanti, ecotossicità, tossicità per l'uomo e impatti sull'uso del suolo. Da questa data, tutti e 19 gli indicatori dovranno essere dichiarati.
Da quando si applica ai propri prodotti?
L'obbligo di dichiarare i dati ambientali per un prodotto specifico scatta nel momento in cui lo standard armonizzato (hEN) pertinente viene aggiornato in base al nuovo CPR e diventa obbligatorio. Il piano di lavoro per la normazione della Commissione Europea stabilisce quali famiglie di prodotti vengono prioritizzate.
Le tre fasi sopra indicate rappresentano la data più precoce in cui ciascun gruppo di indicatori può diventare obbligatorio, ma l'obbligo concreto dipende dall'aggiornamento dello standard armonizzato del proprio prodotto.
La direzione è chiara: i dati ambientali diventeranno una componente obbligatoria della marcatura CE per i prodotti da costruzione. La domanda non è se, ma quando la propria famiglia di prodotti sarà coinvolta.
Il vantaggio della conformità anticipata
Adottare per tempo la DoPC con gli indicatori ambientali offre un vantaggio competitivo concreto. Oggi i produttori che operano in più mercati (ad esempio in Francia o nei Paesi Bassi) devono spesso creare EPD separate seguendo regole di calcolo nazionali diverse. Una volta che i dati ambientali vengono dichiarati tramite la DoPC armonizzata prevista dal CPR, questi dati saranno validi in tutti gli Stati membri UE, sostituendo la necessità di più dichiarazioni nazionali con un unico set di dati ambientali unificato.
3. La verifica degli indicatori ambientali secondo il CPR
Il CPR richiede che i dati ambientali dichiarati nella DoPC siano verificati da Organismi Notificati (ON). Si tratta di un cambiamento rispetto al sistema attuale, in cui la verifica è gestita da Program Operator come EPD International o IBU. Molti di questi Program Operator stanno già lavorando alla propria accreditazione nel sistema UE degli Organismi Notificati o stanno instaurando partnership con essi.
Le piattaforme EPD automatizzate come Emidat hanno integrato la verifica dei dati ambientali e si adatteranno automaticamente ai requisiti di verifica della DoPC.
4. Come prepararsi alla conformità CPR
La tabella di marcia graduale offre ai produttori una finestra di tempo per costruire le proprie capacità di rendicontazione ambientale, una finestra da non sottovalutare. Ecco come iniziare:
1. Avviare subito i processi di raccolta dati: La sfida principale non è il calcolo LCA: è la raccolta dei dati primari sui consumi energetici, gli input di materie prime, le distanze di trasporto e i flussi di scarto dei processi produttivi. La configurazione richiede tempo, e prima si inizia, più fluida sarà la transizione.
2. Seguire le regole di calcolo (PCR/cPCR) e le linee guida di verifica: I dati ambientali devono essere calcolati secondo le PCR/cPCR applicabili e verificati da una terza parte indipendente. I dati che non soddisfano questi requisiti non saranno accettati per la DoPC. Partire da una EPD verificata basata su EN 15804+A2 è il modo più diretto per costruire un processo che garantisca questo risultato, e vale anche per soddisfare i CAM negli appalti pubblici italiani.
3. Calcolare il set completo di indicatori, non solo il GWP: Concentrarsi solo sul GWP significa coprire 4 dei 19 indicatori richiesti. Quando la Fase 2 aggiunge altri 9 indicatori, il processo dovrà essere riprogettato alla base. Una LCA completa copre tutti e 19 gli indicatori sin dall'inizio ed evita rilavorazioni. Inoltre, i singoli Stati membri UE possono richiedere indicatori ambientali prima delle scadenze europee, come già avviene in Italia con i CAM. Avere il set completo pronto previene la perdita di accesso a questi mercati.
4. Automatizzare il prima possibile: Con 19 indicatori su potenzialmente decine di varianti di prodotto, i processi LCA manuali diventano ingestibili. Le piattaforme che automatizzano i calcoli LCA e la generazione delle EPD consentono di scalare la rendicontazione ambientale senza aumentare le dimensioni del team.
Si può usare una PCF per la conformità completa al CPR?
No. Un Product Carbon Footprint (PCF) copre solo le emissioni di gas serra (GWP) e non necessariamente segue metodologie di calcolo standardizzate (PCR/cPCR). Limitare gli sforzi al solo GWP significa che i valori cambieranno se non si considerano regole di calcolo e verifica standardizzate. Inoltre, sarà necessario espandere sensibilmente il processo di rendicontazione ambientale quando la Fase 2 entrerà in vigore con ulteriori 9 indicatori.
Una LCA completa basata su EN 15804+A2, che è la base per una EPD oggi, copre tutti gli indicatori sin dal primo giorno ed evita questo problema. Una PCF è solo un sottoinsieme di tale LCA.
5. Il quadro d'insieme: come la DoPC alimenta il Passaporto Digitale di Prodotto
Il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) è un'iniziativa UE che crea un registro digitale strutturato dei dati di un prodotto, accessibile a tutti gli attori della filiera: dal produttore all'operatore edilizio, fino all'impresa di demolizione. Per i prodotti da costruzione, il CPR rende obbligatorio il DPP e richiede che la DoPC sia inclusa in esso. Il DPP può essere considerato come una DoPC digitalizzata con informazioni aggiuntive.
Il DPP va oltre quanto richiesto dalla sola DoPC. Mentre la DoPC copre le caratteristiche di prestazione tecnica e gli indicatori ambientali, il DPP è progettato per contenere tutte le informazioni digitali del prodotto: dettagli su sostanze pericolose, composizione dei materiali, riciclabilità e indicazioni per il fine vita, incluse istruzioni di manutenzione e riparazione, rilevanti per le decisioni di economia circolare.
Per i produttori, la conseguenza è chiara: costruire un processo solido per il calcolo dei dati ambientali è la base per la conformità CPR e un livello di dati fondamentale all'interno del DPP.
Come può aiutare Emidat
Emidat è la piattaforma leader, scelta da oltre 150 produttori per automatizzare la creazione di PCF, LCA, EPD e DPP internamente, senza richiedere competenze LCA pregresse. Costruendo il processo di rendicontazione ambientale su Emidat, è possibile coprire tutti e 19 gli indicatori CPR sin dal primo giorno ed essere pronti per ogni fase del regolamento.