CAM, EPD e LCA negli appalti pubblici: la guida completa per le imprese italiane (2026)
Perché questo articolo è importante per la tua azienda
Dal 2 febbraio 2026 è entrato in vigore il nuovo decreto sui Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia (DM 24 novembre 2025), che sostituisce i CAM del 2022 e introduce requisiti più stringenti su prodotti, progettazione, gestione dei rifiuti e criteri ESG.
Ma l'impatto non riguarda solo gli appalti pubblici tradizionali. Le certificazioni ambientali di prodotto, EPD in testa, sono oggi un fattore competitivo anche nei Mercati esteri (dove Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Francia e Germania stanno introducendo limiti di carbonio incorporato nei bandi pubblici) e Gare private / grandi committenti (dove protocolli come LEED, BREEAM e ITACA attribuiscono crediti specifici ai materiali con dichiarazioni ambientali verificate.
Tre sigle definiscono questo scenario: CAM, EPD e LCA. Essi determinano se la tua azienda può partecipare a una gara, quanti punti ottiene nella valutazione tecnica e, in ultima analisi, se vince o perde il contratto.
Questa guida spiega cosa sono, come funzionano e come usarli a tuo vantaggio (anche se non sei un tecnico ambientale).
Cosa sono i CAM e cosa cambia dal 2 febbraio 2026
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono requisiti ambientali obbligatori in tutti gli appalti pubblici italiani. L'art. 57 del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che le stazioni appaltanti devono inserirli in ogni documento di gara. Un prodotto che non li rispetta viene escluso, indipendentemente dal prezzo.
Cosa cambia con il nuovo decreto
Il DM 24 novembre 2025 aggiorna profondamente i CAM edilizia:
Nuovi prodotti coperti. Requisiti per categorie finora escluse: tubazioni in gres ceramico (almeno 30% di contenuto riciclato), rubinetteria e sanitari, impianti tecnologici, vetrate isolanti. Obbligo di aggregati riciclati nei materiali da riempimento (30%).
Criteri ESG obbligatori. Requisiti ambientali, sociali e di governance, con attestazioni da organismi accreditati.
Applicazione estesa ai privati. I nuovi CAM coprono anche i soggetti privati che realizzano opere di urbanizzazione a scomputo.
Il doppio livello che devi conoscere
Livello 1: requisiti obbligatori. Soglie minime per essere ammessi alla gara. Contenuto di riciclato dal 5% per i laterizi, 15% per le plastiche, 30% per i materiali da riempimento, 75% per l'acciaio. Se non ci arrivi, sei fuori.
Livello 2: punteggi premiali. Requisiti facoltativi che assegnano punti aggiuntivi. Qui entrano in gioco le certificazioni ambientali, in particolare le EPD. In gare competitive, questi punti possono determinare l'aggiudicazione.
Esempio. Bando PNRR per una scuola. Due fornitori propongono un isolante equivalente. Il primo presenta la documentazione tecnica. Il secondo allega una EPD con dati ambientali verificati. A parità di tutto il resto, il secondo ottiene il punteggio premiale. Moltiplica per ogni materiale del capitolato: l'effetto cumulativo è significativo.
Come dimostrare la conformità ai CAM: le 7 certificazioni accettate
Il decreto elenca i mezzi di prova che il progettista deve richiedere e l'appaltatore deve presentare alla direzione lavori.
1. EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto): Conforme a UNI EN 15804 e ISO 14025. Copre tutti gli indicatori ambientali del ciclo di vita ed è riconosciuta internazionalmente, il che la rende utilizzabile per CAM, LEED, BREEAM, ITACA e mercati esteri europei.
2. ReMade in Italy: Attesta il contenuto di materiale riciclato. Utile per le soglie minime dei CAM, ma non copre il ciclo di vita completo.
3. Plastica Seconda Vita (PSV): Specifica solo per prodotti in plastica con contenuto di riciclato.
4. VinylPlus Product Label: Opzione aggiuntiva per prodotti in PVC.
5. Certificazione basata sul bilancio di massa: Tracciabilità dei flussi fisici di materia (es. CP DOC 262), rilasciata da organismo accreditato.
6. Certificazione UNI PdR 88: Verifica il contenuto di riciclato, recuperato o sottoprodotto. Alternativa alla EPD per il solo contenuto di riciclato.
7. Made Green in Italy (MGI): Novità dei nuovi CAM: schema nazionale per l'impronta ambientale, basato sulla metodologia PEF.
Quale scegliere?
La EPD è l'unica che copre l'intero ciclo di vita, è riconosciuta internazionalmente, vale sia per requisiti obbligatori che per punteggi premiali e funziona su appalti pubblici, gare private, export e protocolli di sostenibilità. Per le aziende che vogliono coprire il massimo numero di requisiti con un unico investimento, è la scelta più efficiente.
EPD e LCA: cosa sono e come si collegano ai CAM
EPD: l'etichetta nutrizionale dell'ambiente
Una Dichiarazione Ambientale di Prodotto riporta l'impatto ambientale di un prodotto lungo tutta la sua vita, dalla materia prima al riciclo. Come un'etichetta alimentare indica calorie e grassi, la EPD indica CO₂ emessa, acqua consumata, rifiuti generati. Dati oggettivi, verificati da un ente terzo, non autodichiarati.
Le EPD non sono ancora obbligatorie per legge, ma i CAM le riconoscono come mezzo di prova privilegiato. Con la revisione del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) europeo, le dichiarazioni ambientali puntano a diventare parte della documentazione obbligatoria.
→ Cos'è una EPD: guida completa
LCA: il motore scientifico dietro la EPD
La LCA (analisi del ciclo di vita) è la metodologia che produce i numeri della EPD, regolata da ISO 14040/14044 e EN 15804. Senza LCA non esiste EPD. Una LCA costruita con dati primari, raccolti dal tuo stabilimento e dalla tua filiera di fornitori, è più accurata e difendibile di una basata su database generici.
→ Guida completa alla LCA
Come Emidat ti porta dalla raccolta dati alla EPD in 2 settimane
Il percorso tradizionale per una EPD, con fogli Excel e cicli di revisione, richiede anche fino a 12 mesi. Con i nuovi CAM in vigore, questo tempo ti porta a perdere commesse rilevanti.
Emidat è una piattaforma digitale per produttori di materiali da costruzione. Dalla raccolta dati alla EPD pubblicata in 2 settimane:
- Inserimento dati guidato secondo le PCR di riferimento.
- Calcolo LCA automatizzato (ISO 14040/14044, EN 15804).
- Generazione EPD nel formato del program operator (EPD Global, EPD International e altri).
- Verifica accelerata grazie al software pre-verificato.
- Registrazione e pubblicazione.
Per le aziende con cataloghi ampi, il vantaggio è ancora più evidente: una volta impostato il modello per una famiglia di prodotti simili, ogni EPD aggiuntiva viene generata aggiornando i dati specifici. Tempi e costi si riducono ad ogni dichiarazione.
→ Prenota una demo
Domande frequenti
Le EPD sono obbligatorie in Italia?
No, ma i CAM edilizia le riconoscono come mezzo di prova privilegiato. Nei bandi con punteggi premiali, sono di fatto indispensabili.
Qual è la differenza tra CAM e EPD?
I CAM sono requisiti normativi: definiscono cosa deve essere rispettato. La EPD è il documento che dimostra, con dati verificati, che il prodotto rispetta quei requisiti.
Qual è la differenza tra EPD e ReMade in Italy?
La EPD copre l'intero ciclo di vita. ReMade certifica il contenuto di riciclato. Entrambe accettate dai CAM, ma la EPD è più completa e riconosciuta internazionalmente.
Quanto costa ottenere una EPD?
Con il processo tradizionale, da 5.000 a 15.000 euro per singola EPD. Con piattaforme pre-verificate come Emidat, i costi si riducono significativamente, soprattutto dalla seconda EPD in poi.
A chi servono le EPD?
A produttori di materiali da costruzione, imprese edili, progettisti e fornitori. Per appalti pubblici, PNRR, gare private, export europeo e protocolli LEED/BREEAM/ITACA.
Che differenza c'è tra EPD e autodichiarazione ambientale?
La EPD è una dichiarazione di Tipo III (ISO 14025), verificata da un ente terzo indipendente. Un'autodichiarazione (Tipo II) è prodotta dal produttore senza verifica esterna. Negli appalti pubblici, le stazioni appaltanti richiedono quasi sempre dichiarazioni di Tipo III.
I nuovi CAM sono in vigore, le gare richiedono documentazione ambientale verificata e i margini tra chi vince e chi perde si giocano sui punteggi premiali. Avere i dati pronti non è più un vantaggio: è il punto di partenza.