Le tre tipologie a confronto
Tipo I: Ecoetichette ISO 14024
Le dichiarazioni ambientali di Tipo I sono ecoetichette assegnate a prodotti e servizi che soddisfano specifici standard ambientali, in conformità con ISO 14024, e sono verificate da organismi di certificazione indipendenti.
Per i produttori, una dichiarazione di Tipo I aumenta la commerciabilità del prodotto, dimostrando in modo visibile l'impegno ecologico.
Esempi: EU Ecolabel, Nordic Swan, Energy Star.
Tipo II: Autodichiarazioni ambientali
Le etichette di Tipo II (autodichiarazioni) sono dichiarazioni in cui il produttore descrive da sé gli attributi ambientali del prodotto senza verifica indipendente.
Sono utili per comunicazioni puntuali, ma non offrono lo stesso livello di credibilità di una dichiarazione verificata.
Tipo III: EPD (Dichiarazioni Ambientali di Prodotto)
Le EPD, disciplinate dalla norma ISO 14025, sono report standardizzati e verificati da terza parte che garantiscono affidabilità e accuratezza dei dati pubblicati.
Includono dati come:
- emissioni di gas serra (GWP),
- consumo di energia,
- uso delle risorse,
- generazione di rifiuti.
Perché le EPD spiccano
Le EPD sono lo strumento più solido a disposizione di un produttore per dimostrare la performance ambientale del proprio prodotto in modo trasparente, verificato e confrontabile.
Il valore delle EPD nel mercato italianoT
Tra le tre tipologie ISO, le EPD (Tipo III) sono quelle riconosciute nei CAM Edilizia e negli appalti pubblici verdi: i bandi italiani richiedono o premiano dati ambientali verificati da terza parte, non semplici autodichiarazioni di Tipo II. Per chi vende a committenti pubblici, il Tipo III non è opzionale.
Conclusione
Gli standard ISO per le dichiarazioni ambientali rappresentano una leva strategica per le aziende che vogliono dimostrare la propria sostenibilità in modo credibile e rispondere alla crescente richiesta di responsabilità ambientale da parte di clienti, partner e regolatori.