Un EPD raccoglie dati LCA strutturati per moduli (A1-D, secondo EN 15804). Per il reporting Scope 3 questo è oro: ogni modulo si traduce in dati pronti per essere allocati alle categorie del Protocollo GHG.
Cosa porta una EPD nella tua rendicontazione Scope 3
Un EPD raccoglie dati LCA strutturati per moduli (A1-D, secondo EN 15804). Per il reporting Scope 3 questo è oro: ogni modulo si traduce in dati pronti per essere allocati alle categorie del Protocollo GHG.
Le 4 fasi per usare le EPD nel reporting Scope 3
Fase 1: Conoscere le 15 categorie Scope 3
Il GHG Protocol definisce 15 categorie Scope 3 (es. beni acquistati, beni strumentali, trasporti, uso dei prodotti venduti, fine vita). Non tutti i produttori sono esposti a tutte. Le più rilevanti nel settore delle costruzioni:
- Categoria 1: Beni e servizi acquistati.
- Categoria 2: Beni strumentali.
- Categoria 4/9: Trasporto e distribuzione upstream/downstream.
- Categoria 11: Uso dei prodotti venduti.
- Categoria 12: Trattamento di fine vita dei prodotti venduti.
Fase 2: Scomporre l'EPD per fasi del ciclo di vita
Le EPD seguono ANNO 15804 (prodotti da costruzione) o ISO 14025 e sono strutturate in moduli. Ecco la mappatura:
- A1-A3 (Product phase): approvvigionamento di materie prime, trasporto, produzione → Ambito 3 Cat. 1 (Beni e servizi acquistati).
- B1-B7 (Fase d'uso): uso, riparazione, sostituzione, manutenzione, energia, acqua → Ambito 3 Cat. 11 (Uso dei prodotti venduti).
- C1-C4 (fine vita): demolizione, trasporto, trattamento, smaltimento → Ambito 3 Cat. 12 (Trattamento di fine vita).
- D (Oltre i confini del sistema): benefici e carichi oltre il sistema (es. crediti di riciclo) → riportati separatamente, non conteggiati direttamente nel totale Scope 3.
Fase 3: Mappare i dati nella rendicontazione
Trasformare i dati EPD in voci Scope 3 richiede quattro azioni:
- Estrarre le emissioni di GHG (kg CO₂) per modulo dalla EPD.
- Scalare i risultati: le EPD danno risultati per unità funzionale (es. 1 m³ di calcestruzzo). Per il reporting Scope 3, scala alle quantità effettivamente acquistate o vendute.
- Definire le regole di cutoff: a livello aziendale, includi solo le categorie rilevanti per le tue attività.
- Garantire la coerenza: per default le EPD sono «dalla culla al cancello», a meno che non sia esplicitato il ciclo di vita completo.
Fase 4: Strutturare il report Scope 3
Nella preparazione del rapporto:
- Beni acquistati (A1-A3) → Categoria 1.
- Beni strumentali (A1-A5 se l'asset è incorporato) → Categoria 2.
- Transport and distribution (A4, C2) → Categoria 4 (a monte) o 9 (a valle).
- Fine life (modulo C) → Categoria 12.
EPD all'interno dello Scope 3 Mapping
| EPD Module | Life Cycle Stage | Scope 3 Category Mapping |
|---|
| A1–A3 | Raw Material Extraction, Transport, Manufacturing | Category 1: Purchased goods & services |
| A4–A5 | Transport, Installation/Assembly | Category 4: Upstream T&D / Category 2: Capital goods |
| B1–B7 | Use and Maintenance | Category 11: Use of sold products |
| C1–C4 | Demolition, Transport, Disposal | Category 12: End-of-life treatment |
| D | Beyond system boundary | Not Scope 3 (report as avoided emissions) |
- In sostanza: Le EPD forniscono gli «elementi costitutivi» dei dati Scope 3. Per utilizzarli, è necessario mappare ogni modulo del ciclo di vita alla corrispondente categoria Scope 3, ridimensionarlo in base alle quantità reali acquistate o vendute e quindi creare report in linea con le regole del protocollo GHG.
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